Le radici dell'EuropaLa storia che ci hanno raccontato, e quella che manca
Grecia, Roma, cristianesimo: la triade regge, ed è reale. Ma è stata costruita nell'Ottocento per fondare identità nazionali, e come tutte le storie costruite per uso politico taglia fuori ciò che non torna utile. Qui si guarda disciplina per disciplina.
La triade che regge, ma non basta
Ci hanno insegnato che l'Europa nasce da tre madri: la Grecia, Roma, il cristianesimo. È una storia che ha il suo fondamento. Per più di un millennio e mezzo il latino è stata la lingua del sapere. Il diritto romano ha attraversato i secoli fino a diventare lo ius commune. La Chiesa ha conservato testi, fondato scuole, tenuto accese le istituzioni. Questo lignaggio esiste, è reale, è potente.
Ma è anche una storia costruita soprattutto nell'Ottocento, quando serviva a fondare identità nazionali. E come tutte le storie costruite per uso politico, ha un difetto sistematico: taglia fuori ciò che non torna utile. In questo caso, il canale islamico.
Non si tratta di sostituire una genealogia con un'altra. Si tratta di guardare disciplina per disciplina e chiedersi: da dove sono arrivate davvero le cose? Il risultato è disomogeneo, e proprio per questo è credibile. In alcuni campi il debito verso il mondo islamico è quasi totale. In altri è nullo. E questa è la verità che fa paura a chi vuole storie semplici.
¶ Capitolo primo
Matematica
Quando i numeri romani non bastano più
Debito decisivo
È il caso in cui il debito è massimo e meno discutibile.
La numerazione posizionale con lo zero nasce in India, ma arriva in Europa attraverso il mondo islamico. Al-Khwārizmī, a Baghdad nel IX secolo, scrive il trattato che dà il nome all'algebra (al-jabr, «ricomposizione») e il cui nome latinizzato dà algoritmo. Anche la parola cifra viene dall'arabo ṣifr, «vuoto», cioè zero.
Nel 1202 Fibonacci pubblica il Liber Abaci e trasmette all'Europa qualcosa di rivoluzionario. Da lì la contabilità mercantile, il calcolo bancario, e in ultima analisi tutta la matematica europea successiva.
Senza questo canale, l'Europa avrebbe continuato a fare i conti con i numerali romani. Non è un'iperbole: è un fatto tecnico.
La triade Grecia-Roma-Cristianesimo non aveva nulla da offrire su questo fronte.
¶ Capitolo secondo
Ottica
La luce entra nell'occhio, non esce da esso
Debito decisivo
Ibn al-Haytham, detto Alhazen, vive tra Basra e Il Cairo nell'XI secolo. Scrive il Kitāb al-Manāẓir, il Libro dell'ottica. Rovescia la teoria greca della visione: non è l'occhio a emettere raggi, è la luce a entrare nell'occhio.
Tradotto in latino come De aspectibus, diventa la base di Vitellione, Ruggero Bacone e Giovanni Peckham. Nel 1604 Keplero pubblica un'opera il cui titolo lo dice apertamente: Ad Vitellionem paralipomena, «supplementi a Vitellione». Cioè supplementi al commentatore latino di Alhazen. Keplero sapeva perfettamente da dove veniva la sua ottica.
Qui non si tratta solo di contenuti trasmessi, ma di un modo di procedere. La triade sacra non c'entra. La luce, in questo caso, veniva dal Sud.
¶ Capitolo terzo
Astronomia
Copernico e i persiani di Maragha
Debito alto
L'astronomia islamica corregge sistematicamente Tolomeo per secoli. La scuola di Maragha, in Persia, nel XIII secolo sviluppa modelli geometrici per eliminare le incongruenze del sistema tolemaico: la cosiddetta coppia di Ṭūsī e i modelli di Ibn al-Shāṭir.
Nel De revolutionibus di Copernico compaiono costruzioni matematicamente identiche. Copernico, che voleva fondare una rivoluzione scientifica «europea», usava strumenti concettuali forgiati in Persia.
Tavola I. L'astrolabio e i cerchi del cielo. Il lessico conserva la traccia del passaggio: zenit, nadir, azimut, e decine di nomi di stelle — Aldebaran, Altair, Betelgeuse, Vega, Rigel. Nomi arabi che pronunciamo ancora oggi, ogni volta che alziamo gli occhi al cielo.¶ Capitolo quarto
Medicina
Cinque secoli di Avicenna
Debito decisivo
Il Canone di Avicenna (al-Qānūn fī al-ṭibb), tradotto da Gerardo da Cremona a Toledo nel XII secolo, resta libro di testo nelle facoltà di medicina di Padova, Bologna e Montpellier fino al Seicento inoltrato. Cinque secoli di insegnamento universitario europeo. Un medico di Bukhara, in Asia centrale, ha tenuto banco nelle aule italiane più a lungo di molti italiani.
Accanto a lui: al-Rāzī (Rhazes), che per primo distingue clinicamente vaiolo e morbillo; al-Zahrāwī (Abulcasis), il cui trattato chirurgico con le illustrazioni degli strumenti resta il riferimento europeo per la chirurgia; Ibn al-Nafīs, che descrive la circolazione polmonare nel XIII secolo, tre secoli prima di Serveto.
La medicina europea, quella che curava i papi e i re, parlava arabo prima di parlare latino.
¶ Capitolo quinto
Chimica
Il lessico non mente
Debito decisivo
Il vocabolario dice quasi tutto da solo: alcol, alambicco, alcali, elisir, borace, zafferano. Jābir ibn Ḥayyān e al-Rāzī sviluppano distillazione, cristallizzazione, sublimazione.
L'alchimia europea nasce da qui, e la chimica nasce dall'alchimia. Anche in questo caso, la triade non aveva nulla da offrire: la trasformazione della materia si imparava a Baghdad, non a Roma.
Tavola II. I vasi della distillazione. Quattro oggetti e quattro parole: dall'al-anbīq arabo viene l'alambicco, e con lui un intero modo di separare le sostanze.¶ Capitolo sesto
Filosofia
Aristotele arriva per due vie
Debito parziale
È il campo dove il rapporto è più complesso, e dove vale la pena essere precisi. Aristotele arrivò in Europa per due vie parallele: dall'arabo, a Toledo, e direttamente dal greco.
Ma il modo in cui Aristotele fu letto passa dal mondo islamico. Averroè è, per gli scolastici, semplicemente il Commentatore — come Aristotele è il Filosofo. Il dibattito universitario del Duecento, fino alle condanne parigine del 1277, si svolge attorno all'interpretazione averroista.
E c'è di più che una mediazione. La distinzione tra essenza ed esistenza, cardine della metafisica tomista e passata nel De ente et essentia, viene da Avicenna. Non è un prestito accessorio: è uno dei fondamenti concettuali del tomismo. Tommaso lo cita apertamente — non aveva nessuna difficoltà ad ammettere da chi stava imparando.
Nella stessa stagione si muovono i pensatori ebrei di lingua araba: Maimonide, letto da Tommaso come «Rabbi Moyses», e Ibn Gabirol, noto ai latini come Avicebron e a lungo creduto cristiano. La filosofia europea del XIII secolo era un mercato multilingue.
¶ Capitolo settimo
Diritto e istituzioni
Dove la triade regge davvero
Debito nullo
Qui il quadro si rovescia, ed è importante dirlo.
Il diritto europeo è romano e germanico. Lo ius commune, la riscoperta del Corpus iuris civilis a Bologna nell'XI secolo, il diritto canonico a partire dal Decreto di Graziano, la tradizione contrattuale e processuale: l'apporto islamico è marginale o assente. Alcune ipotesi di derivazione esistono — il waqf come antecedente del trust inglese — ma restano discusse.
Lo stesso vale per le istituzioni rappresentative, per il diritto pubblico e per la teologia trinitaria e sacramentale, che sono sviluppi interni alla tradizione latina e patristica.
Anche sull'università la prudenza è d'obbligo: la madrasa ha un ruolo nella trasmissione del sapere, ma la struttura corporativa dello studium, la licentia ubique docendi, l'autonomia giuridica del corpo docente sono creazioni europee del XII-XIII secolo.
La triade Grecia-Roma-Cristianesimo qui funziona. E va detto.
¶ Capitolo ottavo
Tecnica, agricoltura, economia
Il lessico del quotidiano
Debito alto
La carta arriva in Europa attraverso il mondo islamico: la tecnica cinese passa a Samarcanda nell'VIII secolo, poi a Baghdad, poi a Xàtiva in Spagna, poi a Fabriano. Senza carta non c'è stampa, e senza stampa non c'è Riforma né rivoluzione scientifica.
In Sicilia e in al-Andalus arrivano sistemi di irrigazione, agrumi, canna da zucchero, riso, cotone, carciofi. E arriva il lessico dell'economia: dogana, magazzino, tariffa, arsenale, ammiraglio, zecca. Sono parole che usiamo ancora oggi, e che portano con sé la memoria di un commercio che non conosceva i confini della cristianità.
Tavola delle parole
Quello che diciamo ogni giorno
Venti parole italiane e la loro origine araba. Nessuna di queste è una citazione dotta: sono tutte in uso corrente.
Il cielo
zenitسَمْت الرأسsamt ar-raʾs — direzione della testa
nadirنَظيرnaẓīr — l'opposto
azimutالسُّموتas-sumūt — le direzioni
Aldebaranالدَّبَرانad-dabarān — quello che segue
Vegaالنَّسر الواقعan-nasr al-wāqiʿ — l'aquila che si posa
Il numero
algebraالجَبْرal-jabr — ricomposizione
algoritmoالخوارزميal-Khwārizmī — il nome di un uomo
cifraصِفرṣifr — vuoto, cioè zero
La materia
alcolالكُحلal-kuḥl — polvere finissima
alambiccoالإنبيقal-anbīq — il vaso da distillazione
alcaliالقِليal-qily — cenere di soda
elisirالإكسيرal-iksīr — la polvere che trasforma
boraceبورقbūraq — il sale
zafferanoزَعْفَرانzaʿfarān
Il commercio
doganaديوانdīwān — registro, ufficio
magazzinoمَخازِنmakhāzin — i depositi
tariffaتَعْريفةtaʿrīfa — la notifica, la tabella
arsenaleدار الصِّناعةdār aṣ-ṣināʿa — casa della fabbricazione
ammiraglioأمير البحرamīr al-baḥr — comandante del mare
zeccaسِكّةsikka — il conio
¶ Le vie
Luoghi di frontiera
Non fu un processo astratto. Ha luoghi e nomi precisi.
Toledo, dopo il 1085, con Gerardo da Cremona che traduce oltre settanta opere. La Sicilia normanna e sveva: Ruggero II commissiona ad al-Idrīsī la carta geografica più accurata del mondo allora conosciuto; alla corte di Federico II lavora Michele Scoto. Salerno, con Costantino l'Africano, un secolo prima di tutti gli altri.
Scorri la carta
Schema geografico: le posizioni sono reali, le coste non sono rappresentate.
Sono luoghi di frontiera, cioè luoghi dove convivenza e conflitto stavano insieme. La traduzione non avvenne malgrado la frontiera: avvenne perché c'era una frontiera, e perché su quella frontiera qualcuno decise di leggere invece di limitarsi a combattere.
¶ Cronologia
Nove secoli, in ordine
Solo le date che compaiono nel testo. In vermiglio, i tre snodi.
VIII secoloLa tecnica cinese della carta passa a Samarcanda, poi a Baghdad.
IX secoloA Baghdad, al-Khwārizmī scrive il trattato che darà il nome all'algebra — e, dal suo nome, agli algoritmi.
XI secoloAlhazen, tra Basra e Il Cairo, rovescia la teoria greca della visione nel Kitāb al-Manāẓir.
XI secoloA Salerno, Costantino l'Africano traduce dall'arabo: la medicina europea entra in aula un secolo prima di Toledo.
1085Presa di Toledo: comincia la grande stagione delle traduzioni.
XII secoloGerardo da Cremona traduce oltre settanta opere, tra cui il Canone di Avicenna. Giacomo da Venezia traduce Aristotele dal greco: le due vie corrono insieme.
XII secoloRuggero II commissiona ad al-Idrīsī la carta geografica più accurata del mondo allora conosciuto.
1202Fibonacci pubblica il Liber Abaci: le cifre indo-arabe entrano nella contabilità europea.
XIII secoloLa scuola di Maragha corregge Tolomeo. Ibn al-Nafīs descrive la circolazione polmonare. Averroè diventa, per gli scolastici, «il Commentatore».
1277Le condanne parigine chiudono il dibattito universitario sull'averroismo.
1604Keplero intitola la sua ottica Ad Vitellionem paralipomena: supplementi al commentatore latino di Alhazen.
Seicento inoltratoIl Canone di Avicenna esce finalmente dai programmi di Padova, Bologna e Montpellier. Cinque secoli di corso.
Conclusione
La storia non è una bandiera
La formulazione più solida non è una percentuale — non esiste un modo sensato di calcolarla, perché la trasmissione culturale non è additiva. È una tesi controfattuale:
Senza il canale islamico, la scienza europea tra il XII e il XVII secolo è inimmaginabile nella forma che ha avuto.
Questa tesi si verifica testo per testo, traduttore per traduttore. E proprio per questo, in una discussione pubblica, regge molto meglio di qualunque numero: non offre il fianco all'obiezione «e questo dato da dove viene?».
L'avvertimento è simmetrico. Se è ideologia usare la continuità greco-romano-cristiana per costruire un'identità chiusa, lo è altrettanto usare il debito verso l'Islam per cancellare quella continuità. Entrambe le operazioni fanno la stessa cosa: prendono la storia e la piegano a un uso presente.
La differenza tra storia e ideologia non sta in quale genealogia si sceglie. Sta nell'accettare le complicazioni anche quando sono scomode — anche quando ci si trova a dover dire che sul diritto, no, il debito non c'è.
L'Europa non ha tre madri. Ne ha di più. E riconoscerlo non la indebolisce: la rende più interessante.