L'Istituto che cambiò se stessoIl Giovanni Paolo II per matrimonio e famiglia, e monsignor Vincenzo Paglia
Nel 2017 un istituto pontificio viene soppresso e sostituito da un altro che porta lo stesso nome, lo stesso indirizzo e lo stesso patrono. Nessuno dichiara una rottura. Il nome è rimasto; la scuola che lo abitava è stata sostituita.
1981 – 2026 · redatto su fonti pubbliche, agosto 2026
¶ Capitolo primo
La fondazione wojtyliana
Un istituto nato il giorno dell'attentato
1981 – 2016
L'Istituto nasce come gesto personale di Karol Wojtyła, e nasce — letteralmente — sotto il segno del sangue. La sua istituzione doveva essere annunciata all'udienza generale del 13 maggio 1981: il giorno dell'attentato in piazza San Pietro. Giovanni Paolo II volle sempre legare la nascita dell'opera a quella data, affidandola alla Madonna di Fatima.1 La cornice dottrinale arriva nei mesi successivi: l'esortazione Familiaris consortio (22 novembre 1981), frutto del Sinodo sulla famiglia del 1980,2 e la costituzione apostolica Magnum matrimonii sacramentum (7 ottobre 1982), che erige canonicamente il «Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia» presso la Pontificia Università Lateranense.3
La missione dichiarata è indagare con metodo scientifico la verità su matrimonio e famiglia: il lessico è quello, veritativo e metafisico, della scuola wojtyliana, saldato alle catechesi del mercoledì sulla teologia del corpo. Non un ateneo tra gli altri, ma — nelle parole che lo stesso Giovanni Paolo II rivolse ai suoi membri — un luogo dove la teologia del matrimonio si fa presidio contro la crisi antropologica del tempo.4
Primo preside e cofondatore è Carlo Caffarra, cui succedono Angelo Scola, Rino Fisichella e Livio Melina. Caffarra raccontò di aver scritto, all'inizio dell'opera, a suor Lucia di Fatima, e di averne ricevuto una risposta rimasta celebre nell'ambiente:
Lo scontro finale tra il Signore e il regno di satana sarà sul matrimonio e sulla famiglia.
La risposta di suor Lucia a Caffarra, nel racconto dello stesso cardinale5
Vera o meno la profezia, essa descrive bene l'autocoscienza dell'istituto: un avamposto dottrinale, non una semplice facoltà. Sotto Melina — allievo di Caffarra e titolare della cattedra di Teologia morale fondamentale — l'istituto tocca la massima espansione: una rete di sezioni internazionali, una rivista propria, un corpo docente internazionale (Grygiel, Granados, Noriega, Pérez-Soba) che costituiva di fatto la scuola morale erede di Veritatis splendor.6
Un dettaglio rivelatore, notato dagli osservatori: al doppio Sinodo sulla famiglia del 2014–2015 — il terreno per cui l'istituto era nato — nessun docente dell'istituto fu chiamato tra gli esperti.7 La rifondazione era, in un certo senso, già annunciata.
¶ Capitolo secondo
La svolta
Tre tempi: le teste, la cornice giuridica, le cattedre
2016 – 2019
Il cambio avviene in tre tempi. Agosto 2016, le teste. Francesco non rinnova Melina e nomina preside Pierangelo Sequeri; contestualmente Vincenzo Paglia diventa gran cancelliere dell'istituto e presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Le due istituzioni-simbolo della cultura della vita wojtyliana passano allo stesso uomo.8
Settembre 2017, la cornice giuridica. Con il motu proprio Summa familiae cura (8 settembre 2017) Francesco sopprime l'istituto del 1982 e ne istituisce uno nuovo che gli «succede, sostituendolo»: il «Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia». Le motivazioni ufficiali: i Sinodi del 2014–2015 e Amoris laetitia, il «cambiamento antropologico-culturale» che esige di non limitarsi a «pratiche e modelli del passato», l'allargamento alle scienze umane.9
Luglio 2019, i nuovi statuti. Approvati in piena estate, dividono l'istituto in due poli — teologico-pastorale e antropologico-culturale — e ridisegnano le cattedre.10 Nel nuovo ordinamento sparisce la cattedra di Teologia morale fondamentale (quella di Caffarra e poi di Melina) e viene rimosso José Noriega (Teologia morale speciale, direttore di Anthropotes), formalmente in base a una norma statutaria sull'incompatibilità con il ruolo di superiore religioso, scritta — osservarono i critici — su misura per il suo caso. Tutti i docenti ricevono una lettera di sospensione in vista della «ricontrattualizzazione».11
La protesta è immediata: una lettera sottoscritta da 240 studenti chiede continuità didattica e la reintegrazione dei docenti; arrivano appelli di alumni e accademici internazionali.13 L'istituto replica con un comunicato che nega l'«epurazione»,14 linea sostenuta anche da Avvenire,15 e Sequeri si dice «sorpreso» della pubblicazione della lettera studentesca.
Il punto teologicamente più significativo, però, non è chi esce ma chi entra: nell'ottobre 2019 sono chiamati i moralisti Maurizio Chiodi e Pier Davide Guenzi, entrambi noti per posizioni che prospettano un superamento di Humanae vitae — Chiodi aveva sostenuto nel 2017 che in certe circostanze la «paternità responsabile» può richiedere la contraccezione.16 La sostituzione è quindi di paradigma, non di persone: dalla morale «veritativa» di Veritatis splendor al discernimento situato di Amoris laetitia. Gli esclusi si riorganizzano fuori: Melina, Granados, Noriega e Pérez-Soba danno vita al Veritas Amoris Project, che prosegue di fatto la scuola del vecchio istituto.17
¶ A fronte
Le due edizioni dell'istituto
Stesso patrono, stesso indirizzo, due enti giuridici diversi.
L'istituto del 1982Magnum matrimonii sacramentum
L'istituto del 2017Summa familiae cura
Il nome
Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia
Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del matrimonio e della famiglia
Il cambio di pontificato non ha invertito la rotta
2021 – 2026
Nel 2021 la transizione si completa con la nomina a preside del francese Philippe Bordeyne, già rettore dell'Institut Catholique de Paris, primo preside non italiano.18 Moralista della linea del «discernimento pastorale», Bordeyne ha sostenuto che la scelta dei mezzi contraccettivi non abortivi possa essere lasciata alla coscienza delle coppie e ha proposto forme di preghiera-benedizione per le coppie omosessuali: posizioni impensabili per un preside dell'istituto pre-2017.19
Il corpo docente del nuovo corso include figure come Simona Segoloni, teologa dell'area femminista-sinodale, ordinaria di ecclesiologia dal 2024:20 l'istituto intitolato al papa della teologia del corpo ospita oggi una teologia il cui asse è genere, ministeri femminili, sinodalità.
Con il pontificato di Leone XIV avviene il passaggio di consegne, ed è il dato più rilevante degli ultimi anni: il 19 maggio 2025 il Papa nomina gran cancelliere il cardinale vicario Baldassarre Reina, con un ringraziamento formale all'ottantenne Paglia,21 e pochi giorni dopo il mandato di Bordeyne viene rinnovato per altri quattro anni.22 Il cambio di pontificato, dunque, non ha invertito la rotta: statuti, docenti e linea restano quelli della gestione Paglia, ora normalizzati dentro l'ordinario governo del vicariato romano. Il 2026, decennale di Amoris laetitia, vede l'istituto come motore delle celebrazioni e Bordeyne relatore richiesto nelle diocesi italiane.
In sintesi
In quarantacinque anni l'istituto è passato da avamposto dottrinale contro la «cultura della morte» (identità 1981–2016) a laboratorio ufficiale del paradigma Amoris laetitia (2017–oggi). Il nome è rimasto; la scuola che lo abitava è stata sostituita.
È questo doppio binario — l'etichetta wojtyliana, il contenuto bergogliano — a renderlo un caso di studio unico su come si sposta un'istituzione ecclesiale senza mai dichiarare una rottura.
¶ Capitolo quarto
Ritratto di monsignor Paglia
L'uomo delle mediazioni
1945 – oggi
Nato a Boville Ernica, in Ciociaria, il 21 aprile 1945, ordinato prete a Roma nel 1970, Vincenzo Paglia è dai primi anni Settanta l'assistente spirituale della Comunità di Sant'Egidio — il dato biografico che spiega tutto il resto: la diplomazia parallela, il rapporto costante con i media e con la politica, lo stile della mediazione come metodo. Parroco di Santa Maria in Trastevere dal 1981 al 2000, postulatore della causa di Oscar Romero, vescovo di Terni-Narni-Amelia dal 2000 al 2012, poi arcivescovo e presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia (2012–2016). Il 15 agosto 2016 Francesco gli affida il doppio incarico che lo rende il supervisore della bioetica vaticana: presidente della Pontificia Accademia per la Vita e gran cancelliere dell'Istituto Giovanni Paolo II, tenuti fino al 2025.24
Il profilo che ne esce non è quello del teologo di scuola, ma quello del mediatore: un uomo abituato a tenere insieme tavoli che non si parlano, per il quale la mediazione è un metodo e non un ripiego. È la chiave per leggere tutto ciò che segue.
Le due rifondazioni gemelle
La stessa operazione, due volte
All'Istituto e all'Accademia per la Vita, nello stesso decennio, con le stesse quattro mosse.
L'operazione compiuta all'Istituto ha un gemello alla Pontificia Accademia per la Vita. Con i nuovi statuti del 18 ottobre 2016decadono tutti i membri e — punto simbolicamente decisivo — scompare l'obbligo dell'attestazione dei «servitori della vita», il giuramento di fedeltà al magistero sulla vita voluto da Giovanni Paolo II e da Jérôme Lejeune.26
Nelle nomine successive escono i rappresentanti della linea storica — Seifert, Finnis, Gormally, Hilgers, la fondatrice di Family of the Americas Mercedes de Wilson, Christine Vollmer, diversi dei quali critici di Amoris laetitia — ed entrano personalità estranee o contrarie alla dottrina che l'Accademia doveva custodire: il teologo anglicano Nigel Biggar, favorevole alla liceità dell'aborto entro certi limiti, nel 2017;27 l'economista Mariana Mazzucato, con tweet pubblici pro-choice, nel 2022.28 La difesa dell'Accademia: il pluralismo serve al dialogo con la scienza e la cultura contemporanea. La lettura critica: un'accademia nata per difendere una tesi è stata trasformata in un forum in cui quella tesi è una posizione tra altre.
Scorri il telaio
Il telaio delle due rifondazioni: le linee tratteggiate in vermiglio segnano le mosse che cadono sulle due istituzioni nello stesso momento. Nessuna delle due è stata abolita; entrambe sono state svuotate e riempite di nuovo.
Sulla stessa linea il seminario e volume Etica teologica della vita (Libreria Editrice Vaticana, 2022), curato da Paglia: il testo prospetta come legittimo sviluppo la scelta «responsabile» di tecniche contraccettive in certe condizioni e riapre il dossier della procreazione assistita; la difesa social dell'Accademia, nell'agosto 2022, con l'argomento che Humanae vitae non è insegnamento infallibile, trasformò la polemica accademica in caso mediatico mondiale.29
Il Piccolo lessico del fine-vita (LEV, 2024) ha replicato lo schema sul versante terminale: apprezzato dall'area laica e progressista come ponte di dialogo, criticato dal Centro Studi Livatino, dal Timone e dal mondo pro-life per le ambiguità su nutrizione e idratazione assistite e sull'opportunità di una legge.30
¶ Le dichiarazioni-caso
Lo schema in tre tempi
Tre episodi definiscono il profilo pubblico recente di Paglia, e hanno una struttura identica: dichiarazione ambivalente in sede mediatica, tempesta, precisazione ufficiale che ribadisce l'ortodossia.
La 194 «pilastro»
27 agosto 2022 · Agorà Estate, Rai 3
Il gesto
Paglia afferma che la legge 194 è «ormai un pilastro della nostra vita sociale»; incalzato dalla conduttrice — «è in discussione?» — risponde: «No, ma assolutamente».31
La tempesta
Reazioni durissime in tutto il mondo pro-life: la frase viene letta come una legittimazione della legge sull'aborto da parte del vertice della bioetica vaticana.
La precisazione
L'Accademia chiarisce che si trattava della constatazione dell'impossibilità pratica di abolire la legge, non di un giudizio positivo; Paglia rilancia con l'idea di «migliorare la 194 per una più piena difesa del nascituro».32
La «mediazione giuridica» sul suicidio assistito
19 aprile 2023 · Festival internazionale del giornalismo, Perugia
Il gesto
Commentando la sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, dichiara possibile una «"mediazione giuridica" (non certo morale)» che mantenga il reato depenalizzandolo alle condizioni della Corte; e aggiunge che non è da escludere che sia «il più grande bene comune concretamente possibile».
La tempesta
Il mondo cattolico legge l'apertura come uno scarto dal magistero: la disponibilità a trattare il quadro giuridico viene letta come cedimento sul merito.
La precisazione
Cinque giorni dopo la nota ufficiale dell'Accademia «ribadisce il suo "no" a eutanasia e suicidio assistito, in piena adesione al Magistero».33
Nel dibattito italiano sulla legge sul fine vita Paglia ha mantenuto da allora questa doppia postura: no a eutanasia e suicidio assistito, sì a una legge su cure palliative e accompagnamento — «una legge serve»; e ancora nel maggio 2026: «non si può morire soli, senza speranza».34
Il murale della cattedrale di Terni
2007 · e le riprese cicliche della polemica
Il gesto
Da vescovo, Paglia commissiona a Ricardo Cinalli il murale della cattedrale: un giudizio universale con corpi nudi avvinti in una rete.
La tempesta
L'area tradizionalista lo denuncia come blasfemo e a contenuto omoerotico; la polemica ritorna ciclicamente a ogni nuova dichiarazione.35
La precisazione
Paglia respinge quella lettura come «morbosa, infondata e strumentale», richiamando la tradizione del nudo sacro.36
Va detto con chiarezza
Alla vicenda ternana appartiene anche il dissesto finanziario della diocesi di Terni, un deficit di circa venti milioni emerso dopo la partenza di Paglia: nel 2013–2015 risultò indagato — associazione a delinquere, truffa e altro — nell'inchiesta sulla compravendita del castello di San Girolamo di Narni.37
La sua posizione fu archiviata in fase di indagini e nel dicembre 2020 tutti e sei gli imputati rinviati a giudizio furono assolti con formula piena, «perché il fatto non sussiste».38 Sul piano giudiziario Paglia è uscito pulito; resta, sul piano gestionale, il dato di una diocesi lasciata con un buco rilevante.
¶ Coda
Dopo i mandati
Due successioni, nessuna correzione di rotta
Compiuti ottant'anni, Paglia ha lasciato entrambi gli incarichi nella primavera del 2025: Leone XIV ha nominato alla presidenza dell'Accademia per la Vita Renzo Pegoraro — già cancelliere dell'Accademia dal 2011, dunque uomo di continuità della gestione Paglia — e il cardinale Reina gran cancelliere dell'Istituto.39 Paglia resta attivissimo: Fondazione Età Grande, pubblicistica, interviste sul fine vita. Nessuna delle due successioni configura una correzione di rotta.
¶ Capitolo quinto
Lettura d'insieme
Non l'eresia: la direzione
Paglia non è un eterodosso formale: ogni sua dichiarazione controversa è seguita da una precisazione ortodossa, ogni sua riforma è coperta da un mandato pontificio. La sua opera va giudicata su un altro asse: quello della direzione complessiva. In nove anni ha trasformato le due istituzioni create da Giovanni Paolo II come presidi di una dottrina in piattaforme di dialogo dove quella dottrina è negoziabile ai margini — contraccezione, procreazione assistita, quadro giuridico del fine vita — pur restando affermata al centro.
¶ Cronologia
Quarantacinque anni, in ordine
Solo le date che compaiono nel dossier. In vermiglio, i tre atti che azzerano.
13 maggio 1981L'istituzione dell'Istituto doveva essere annunciata all'udienza generale: è il giorno dell'attentato a Giovanni Paolo II.
22 novembre 1981Familiaris consortio, frutto del Sinodo sulla famiglia del 1980.
19 maggio 2025Leone XIV nomina Reina gran cancelliere; a fine mese Pegoraro presidente dell'Accademia e rinnovo quadriennale di Bordeyne.
2026Decennale di Amoris laetitia: l'istituto rifondato ne è il motore celebrativo.
Conclusione
Mai lo strappo, sempre lo spostamento
Il metodo è sempre lo stesso, e questa storia lo mostra in ogni passaggio. Non si abolisce l'istituto: lo si rifonda con lo stesso nome. Non si nega Humanae vitae: se ne discute l'infallibilità. Non si approva il suicidio assistito: se ne accetta la «mediazione giuridica».
Per valutare criticamente questa stagione l'aggancio non è l'accusa di eresia — che le precisazioni ufficiali neutralizzano ogni volta — ma la documentazione puntuale di ciò che le gestioni hanno fatto.
Cattedre soppresse, giuramenti aboliti, nomine. E la funzione pubblica che le «mediazioni» episcopali finiscono per svolgere nei processi legislativi su aborto e fine vita, dove la disponibilità cattolica a negoziare il quadro giuridico viene incassata dal legislatore come legittimazione, mentre la riserva morale resta confinata al piano delle intenzioni.
Il nome sulla porta è ancora quello di Giovanni Paolo II. È l'unica cosa che non è stata sostituita.
¶ Apparato
Note e fonti
Trentanove rimandi, tutti a fonti pubbliche consultabili.
Costituzione apostolica · Giovanni Paolo II · 7 ottobre 1982
È l'atto che erige canonicamente il «Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia» presso la Pontificia Università Lateranense. È l'ente che nel 2017 verrà soppresso.
Esortazione apostolica · Giovanni Paolo II · 22 novembre 1981
Frutto del Sinodo sulla famiglia del 1980, arriva pochi mesi prima dell'erezione dell'Istituto e ne costituisce l'asse dottrinale delle origini, insieme alle catechesi sulla teologia del corpo.
Lettera enciclica · Giovanni Paolo II · 6 agosto 1993
L'enciclica sui fondamenti della teologia morale. La scuola di Caffarra e Melina si considerava la sua erede: è il paradigma che il nuovo corso sostituisce con il discernimento situato di Amoris laetitia.
L'enciclica sulla regolazione delle nascite. È il testo di cui i moralisti entrati nel 2019 prospettano un superamento, e di cui la difesa dell'Accademia per la Vita, nell'agosto 2022, ha discusso pubblicamente l'infallibilità.
Esortazione apostolica postsinodale · Francesco · 19 marzo 2016
Il frutto del doppio Sinodo sulla famiglia del 2014–2015 e il paradigma del discernimento pastorale. È l'asse dichiarato dell'istituto rifondato, e il 2026 ne è il decennale.
Con questo statuto decadono tutti i membri dell'Accademia e scompare l'obbligo dell'attestazione dei «servitori della vita», il giuramento di fedeltà al magistero sulla vita voluto da Giovanni Paolo II e da Jérôme Lejeune.
Lettera apostolica in forma di motu proprio · Francesco · 8 settembre 2017
Sopprime l'istituto del 1982 e ne istituisce uno nuovo che gli «succede, sostituendolo». Le motivazioni dichiarate: i Sinodi del 2014–2015, Amoris laetitia, il «cambiamento antropologico-culturale» e l'allargamento alle scienze umane.
Statuti del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II
Approvati dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica · 11 luglio 2019
Dividono l'istituto in due poli — teologico-pastorale e antropologico-culturale — e ridisegnano le cattedre. È qui che la Teologia morale fondamentale, la cattedra di Caffarra e poi di Melina, non compare più; ed è la norma sull'incompatibilità con il ruolo di superiore religioso che porta alla rimozione di José Noriega.
Insieme agli Statuti fu approvato l'Ordinamento degli Studi: sono i due documenti su cui si legge, articolo per articolo, il nuovo assetto.
Seminario e volume · Libreria Editrice Vaticana · 2022 · a cura di Vincenzo Paglia
Prospetta come legittimo sviluppo la scelta «responsabile» di tecniche contraccettive in certe condizioni e riapre il dossier della procreazione assistita. La difesa social dell'Accademia, nell'agosto 2022, trasformò la polemica accademica in caso mediatico mondiale.
Libreria Editrice Vaticana · giugno 2024 · Pontificia Accademia per la Vita
Replica sul versante terminale lo schema del volume del 2022: apprezzato dall'area laica e progressista come ponte di dialogo, criticato dal Centro Studi Livatino, dal Timone e dal mondo pro-life per le ambiguità su nutrizione e idratazione assistite e sull'opportunità di una legge.